Un pò di storia

Intorno alla metà dell’Ottocento il Teatro dell’Opera dei Pupi si diffonde in tutta Italia ma solamente in Sicilia trova terreno fertile ed attecchisce come vero e proprio fenomeno sociale che si sviluppa nel corso di oltre un secolo tra le grandi guerre e le innovazioni tecnologiche.
Il teatro dei pupi è riconosciuto dall’Unesco come Capolavoro del patrimonio orale e immateriale dell’umanità. Nelle sue forme più classiche e codificate lo spettacolo dei pupi prende forma a metà Ottocento, quando vengono messe in scena storie di banditi e santi, drammi shakespeariani e soprattutto le popolarissime vicende dei paladini di Francia.
Per le classi meno abbienti l’arrivo dei pupi era l’avvenimento più atteso: i pupari sfruttano la suspense e dividono la rappresentazione in più serate, che devono necessariamente culminare con una scena di battaglia. Per gli effetti speciali vengono utilizzati pupi particolari, che perdono la testa o si dividono in due (per poi ritornare magicamente interi nello spettacolo successivo), o streghe che possono mutare volto e passare da un angelico visetto alla maschera della morte.
È straordinario notare come ancora oggi adulti e bambini, seppur smaliziati da mirabolanti videogames, restino tutt’ora a bocca aperta dinanzi a questi ormai rari spettacoli dei pupi siciliani che la nostra cooperativa, da quest’anno intende mettere in essere, per non dimenticare questo antico patrimonio del teatro di figura.